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LUE fa la difficile, la Turchia strizza locchio al Medio Oriente
Dopo essere stata ferita per anni dallUnione Europea, la Turchia guarda ai suoi immediati vicini per cercare di sviluppare la propria ricchezza economica.
Come risultato, gli ETF che in essa investono hanno guadagnato da inizio anno quasi l80% e potrebbero continuare a registrare rialzi anche durante il 2010.
Negli ultimi due anni, infatti, sostiene il settimanale inglese The Economist, leconomia turca è stata sostenuta dallaumento delle esportazioni nelle terre del Medio Oriente e dellAfrica settentrionale, dallestensione delle infrastrutture e delle tubature per il trasferimento di energia, e da un crescente traffico aereo.
Il paese ha iniziato così a utilizzare la propria posizione strategica storica nel commercio col Medio Oriente per rafforzare la propria situazione economica.
Inoltre, le riforme indispensabili per incontrare i parametri dellUnione Europea ai quali la Turchia aspira, hanno spinto il governo a concentrarsi anche sulla politica interna col risultato di una maggiore stabilità in tutta la regione.
La Commissione Europea stima, infatti, una ripresa del PIL turco nel 2010 del +2,8%, seguito da una crescita per il 2011 del +3,6%.
Anche il Governatore della Banca Centrale turca Yilmaz, nel corso di un incontro presso la Camera dellIndustria di Eskisheir, ha fatto presente come il suo paese sia uscito dal momento di stagnazione e i segnali più chiari sarebbero il rafforzamento della Lira turca sul dollaro e la consistente riduzione dei tassi dinteresse.
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